Il Palio dei Terzieri

Il Palio dei Terzieri di Città della Pieve


Fondendo le proprie geniali attività, ogni Agosto i Terzieri rievocano l’antica caccia del toro, sfidandosi nell’arte del tiro con l’arco, colpendo sagome a forma di tori di razza chianina fissate su una giostra girevole.

Il Pallium storico che viene conteso ogni anno dai Terzieri è uno splendido arazzo dipinto dal maestro Pievese Antonio Marroni.

I Terzieri


Nel medioevo Castel della Pieve era divisa in tre Terzieri, Casalino, Castello e Borgo Dentro i quali, ancora oggi, sono una realtà viva che anima la città durante l’interno corso dell’anno.

Nel 1250 i Terzieri, che erano organizzazioni private con mansioni di natura amministrativa delle diverse parti della città, si trovano nominati per la prima volta nell’atto di sottomissione a Perugia quando, dopo un brevissimo intervallo di autonomia e libertà dovuto alla protezione dell’imperatore Federico II di Svevia, l’antica Castel del Pieve tornava nuovamente sotto il controllo della città del Grifo.

L’impianto urbanistico definitivo di Città della Pieve, giunto all’incirca immutato fino ai giorni nostri, risale proprio a quell’epoca. 

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Terziere Casalino


Per aspera ad astra, attraverso le difficoltà verso le stelle.

Non semplici parole ma una vera e propria filosofia di vita che, dentro il Terziere, si tramanda da molti anni di padre in figlio affinchè l’immenso patrimonio storico ed umano del Terziere e la ferrea volontà di non arrendersi mai nemmeno di fronte alle difficoltà più aspre guidino ogni contradaiolo in ogni istante della propria vita quotidiana.

I colori del terziere sono il bianco, rosso e blu vengono ripresi dai colori della Confraternita dei Bianchi che ha sede nella Chiesa di S.Maria dei Bianchi.

San Luigi Gonzaga, che nel 1926 venne dichiarato patrono mondiale della gioventù per volere di Papa Pio XI, è il patrono del Terziere, celebrato grandiosamente ogni giugno in occasione della magnifica infiorata che si snoda per Via Vannucci, la strada principale che attraversa tutto il Terziere Casalino.

Sotto la Torre del Vescovo, uno dei pochi resti delle antiche mura di Città della Pieve, , nell’Orto del Vescovo, di fronte all’elegante campanile di S.Agostino, è situata la Taverna del Barbacane ove damigelle e giovani popolani rigorosamente in costume d’epoca rinascimentale servono pietanze tipiche della cucina locale. Specialità rinominate della taverna del Terziere Casalino sono le lumache al pizzico, i pici al sugo di cinghiale, il cinghiale al dragoncello, i fagioli con le cotiche e la carne alla brace.

La Notte del Barbacane


Sotto la luce magica delle torce, tra Via del Barbacane e l’Orto del Vescovo, in uno degli ambiti più suggestivi del Terziere, si svolgono scene di vita quotidiana animate da mercanti, artigiani, popolani e soldati.

La guarnigione militare posta a difesa del paese e che presiedeva il lato nord di Castel de la Pieve, con segnalazioni luminose dall’alto delle torri trilatere della cinta muraria, è pronta a dare l’allerta in caso di assalto.

L’accampamento brulica di soldati intenti allo svolgimento delle proprie mansioni mentre il comandante studia i piani difensivi e gli arcieri lanciano frecce infuocate dalla sommità della Torre del Vescovo pronti a resistere agli assalti del nemico.

Terziere Castello


Parcere subiectis, debellare superbos: risparmiare i sottomessi ed abbattere i superbi.

La storia del Terziere Castello, come quella dei Terzieri rivali, è indissolubilmente legata con quella della parrocchia di riferimento che, per il Terziere Castello è quella intitolata ai Santi Pietro e Paolo. Le antiche radici hanno, nel tempo moderno, ricevuto nuova linfa attraverso la Fiera di San Rocco, patrono del Terziere i cui colori distintivi sono il verde ed il nero.

All’inizio si trattava di una celebrazione animata da rivalità interna, in cui le diverse zone della parrocchia gareggiavano nella realizzazione di addobbi destinati ad accogliere la processione del Santo, poi, nel tempo essa ha preso la forma che attualmente ha nella cornice del Palio dei Terzieri. La festa affonda le sue origini nel lontano 1462, quando a Castel della Pieve, per combattere la terribile epidemia di peste, i cittadini fecero voto ai Santi Rocco e Sebastiano. La storia, o forse la leggenda, racconta che la peste si placò e le manifestazioni di devozione divennero la norma.

La Taverna del Castello, cuore della vita sociale dei contradaioli, è situata nei sotterranei e nel giardino di Palazzo della Corgna e lì i castellani si ritrovano tutto l’anno. Durante il periodo del Palio la Taverna dà ristoro anche ai forestieri di passaggio con cibi e bevande, in un’atmosfera dal sapore d’altri tempi.

La Fiera di San Rocco


San Rocco è il patrono del Terziere che lo celebra con particolare trasporto e magnificenza, dedicandogli tre giorni di festeggiamenti a cavallo di Ferragosto.

Con la Fiera di San Rocco, rievocazione della vita del borgo ai tempi del Rinascimento. Fedele ricostruzione della Fiera che, sin dal lontano 1503, cominciò ad affiancare il rito religioso in onore del santo. Mercanti, artigiani, acrobati, giocolieri, sputafuoco, veggenti, ciarlatani animano i vicoli e le piazze del Terziere in viaggio a ritroso nel tempo dentro atmosfere  magiche e coinvolgenti.

I festeggiamenti si chiudono il 16 Agosto, giorno dedicato al Santo, con la celebrazione della Santa Messa e Processione e con la Festa a Palazzo, affascinante composizione di spettacoli di piazza offerti dal Magnifico Priore agli abitanti del Terziere e della Città e ai forestieri ospiti.

Terziere Borgo Dentro


Fides et arx fortidudo burgi sunt, la fede e la Rocca sono la forza del Borgo Dentro.

Il Terziere Borgo Dentro, che nasce intorno e si riconosce nella Parrocchia del Santissimo Nome di Gesù, è il più giovane dei Terzieri di Città della Pieve ma è quello che, con gli anni, probabilmente è cresciuto più in fretta e sono già numerose le sue vittorie al Palio.

Giallo e nero sono i suoi colori distintivi e spettacolari sono i suoi Sgherri di Balia e la Compagnia dell’Orca

Fiore all’occhiello per i buongustai, la Taverna del Terziere è collocata nei sotterranei di Palazzo Orca, dove il Terziere Borgo Dentro organizza nel periodo pasquale i Quadri Viventi, suggestiva ricostruzione della Passione di Cristo.

Patrono del Terziere è il Beato Giacomo Villa, che viene festeggiato solennemente la penultima domenica di settembre, quando le sue sante reliquie vengono portate in processione lungo le vie della contrada.

Durante il Palio dei Terzieri il Borgo Dentro organizza il De burgi gaudio et fiera, tre fantastici giorni di festeggiamenti, luci e suoni per le vie del Terziere nei quali ci si imbatte ad ogni angolo in un mago, un saltimbanco, una rappresentazione di teatro di strada.

Gli Sgherri di Balia


Gli Sgherri di Balìa erano mercenari al soldo di Bandino II Bandini, Signore di Città della Pieve.

Personaggi ai margini della società, lesti di mano e di spada, a volte esuli fuggiaschi, che costituivano la guardia personale del loro mecenate e ne difendevano i possedimenti.

Abili spadaccini ne rievocano le gesta in uno spettacolo notturno nello scenario della piazza principale della città, dimostrando il proprio valore con vari tipi di duelli a coppia, a tre, saggi di spada, spadone, lancia e bastoni infuocati

Mala facta, iusta pena è il loro motto e caratteristico ne è lo stemma, una bilancia con due piatti ed una lunga spada nel mezzo, che all’inizio di ogni spettacolo viene incendiato, in un’atmosfera suggestiva e tenebrosa.

Il Lancio della Sfida


Il giorno del Lancio della Sfida, il 15 Agosto, il Pallium viene riconsegnato dal Terziere vincitore dell’ultima edizione nelle mani del Podestà di Castel della Pieve e nella piazza principale i tre Terzieri di sfidano per l’anno in corso.

 

La Caccia del Toro


La penultima Domenica di Agosto i Terzieri danno vita ad un grande corteo fitto di personaggi, vessilliferi, armati, notabili, dame e cavalieri, popolani e mangiafuoco percorre le vie principali del centro facendo sfoggio di costumi magnifici.

La caccia del toro rievoca, in forma incruenta, le antiche “cacce” senesi, una sorta di corride che ancora ai tempi del Perugino si svolgevano nella vicina città ghibellina, della quale Castel della Pieve, per secoli ribelle a Perugia ed allo Stato della Chiesa, era amica.

La moderna gara vede impegnati tre campioni per ciascun Terziere i quali hanno a disposizione tre frecce ciascuno da scagliare a turno con la giostra che aumenta progressivamente di velocità cogliere il bersaglio diventa sempre più difficile.

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